LE SCARPE NUOVE

Dopo un'estate trascorsa in infradito, era arrivato il momento di rinchiudere quei bei piedini in un paio di scarpe. Scarpe che avrebbero fatto il loro dovere per tutto l'inverno! Infondo era uno degli innumerevoli acquisti che si fa a settembre: vestiti, giacche, calzini, grembiuli e poi quaderni, libri, penne, astucci e così via.
Quel giorno toccava alle scarpe. Lei era una dolce ragazzina di 10 anni, minuta e gentile. L'altra, una mamma che amava giocare con le bambole. L'aveva sempre fatto da piccola, vesti e rivesti, vesti e rivesti, all'infinito. Poi era nata la figlia e sua madre aveva scoperto quanto era divertente ritornare a quei giochi con un bimbo vero.
Non era una donna che amava la moda, anzi. L'eleganza le dava sui nervi. Ma aveva comunque un suo stile.
"Fatti trovare pronta - le disse - quando torno andiamo a prendere le scarpe"
L'idea piacque molto alla bambina che attese la madre con entusiasmo. Andarono in centro in bici, loro due, chiacchierando. La mamma portò la figlia nel negozio di sempre.
La bambina entrò per prima.
"Voglio queste!" disse decisa.
"Aspetta che ci guardiamo un po' intorno!"
La commessa mostrò alle due un'infinità di modelli. Tutti accettabili. Quello che voleva la figlia, invece, secondo la madre era orribile. Uno scarponcino borchiato, nero, di pelle, con frange. Non aveva nulla a che fare con la sua bambina. Una cosa che mai, mai, mai la madre avrebbe accettato di comprare.
Uscirono dal negozio con quegli scarponcini. I più costosi, oltretutto.
"Grazie, grazie mamma! Ti adoro" continuava a ripetere felicissima.
La madre rispondeva mugugnando. Aveva un boccone amaro da mandar giù. Per la prima volta si rese conto che il suo gioco preferito era finito. Che peccato, però!
"Per carità, niente di grave, una stupidaggine rispetto alle prove che mi aspettano"  pensò la mamma riflettendo sull'imminente adolescenza della figlia.
Il marito la prese parecchio in giro.
"Ti prego non essere ridicola!"
Ed effettivamente a raccontarlo, della sofferenza e tutto, un po' ridicola si sentiva. Ma anche fiera perché era giusto così. E lei un altro passo in avanti era riuscita a farlo. Chissà quale sarebbe stato il prossimo!

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